- Quando:
- 12.07.2012 – 15.07.2012
- Dove:
- Hotel Rondanino – Lanzo D’Intelvi (CO)
Quattro giorni di immersione nell’universo dello sciamanismo, con una conduttrice d’eccezione, Selene Calloni Williams, autrice dei libri “Yogin e sciamano” e “Iniziazione allo yoga sciamanico“.
Ritiro Sciamanico con Selene Calloni Williams, di Silvia Turrin – Leggi l’articolo
LA CONOSCENZA SCIAMANICA
Tradizionalmente lo sciamano è un guaritore, un medicine man, una guida spirituale dei viventi, uno psicopompo, ovvero un accompagnatore delle anime dei morti. È un tramite tra il mondo degli uomini e i poteri della Natura, tra questo mondo e altre dimensioni vibratorie. Egli è colui che conosce il passato e il futuro.
La conoscenza sciamanica è la conoscenza del cuore, ovvero una conoscenza che avviene per esperienza diretta e che implica una trasformazione dell’essere.
La conoscenza è rivelata allo sciamano attraverso le sue esperienze mistiche che comportano viaggi in dimensioni vibratorie diverse da quella ordinaria. Ogni viaggio è per lo sciamano un’esperienza totale nella quale egli sperimenta con tutto il proprio essere ciò che vuole conoscere: con la mente, con il cuore e con il corpo.
La conoscenza è per lo sciamano una forza che lo scuote, una divinità che lo possiede, una febbre che lo brucia e molto altro ancora. La conoscenza del cuore non è mai il frutto di un puro procedimento di analisi, di deduzione e di analogia, ma è il risultato di un ampliamento dello stato della coscienza individuale, dell’accesso a uno stato di estasi. Conoscere, guarire, divinare e tutte le altre attività sciamaniche sono in effetti il risultato della capacità dello sciamano di alterare il proprio stato di consapevolezza per accedere, attraverso l’apertura del cuore, all’estasi mistica.
Le conoscenze del neosciamano, così come le sue attività, nascono e si sviluppano da una immensa radice comune: la capacità d’amare.
I Tre Poteri dell’Amore
1) il potere di comunione con le forze della Natura
L’amore è ciò che permette allo sciamano (e specialmente al neosciamano che si trova a fronteggiare un mondo che ha perso il senso della propria unità con la Natura) di essere un tutt’uno con il pianeta, riconoscendo nel pianeta e in tutte le creature che lo popolano un unico organismo vivente e consapevole.
È dalla propria comunione con la Natura che lo sciamano trae la forza, il potere che gli permette di guarire, di prevedere, di conoscere e di agire.
La Natura ha in sé una volontà manifesta: la volontà di evolvere. La vita è di fatto una continua spinta evolutiva.
Per il neosciamano la partecipazione consapevole allo sforzo evolutivo del pianeta è la missione fondamentale.
Questo pianeta è un unico essere che si evolve. La comparsa della vita nella materia è stato il primo, grande passo evotutivo accaduto alla Terra, il secondo grande passo evolutivo è avvenuto con la compara della mente, ovvero con l’avvento dell’uomo.
Ma l’uomo attuale di certo non può pensarsi come lo scopo estremo di miliardi di anni di evoluzione; egli deve accettare l’idea che l’evoluzione sia destinata a continuare e a produrre un nuovo essere, un dopo-uomo, con poteri di consapevolezza e di espressione ben più vasti di quelli attuali. Che il dopo-uomo appaia difficile, per non dire impossibile, da concepire all’uomo attuale è normale, per lo meno quanto era normale per le forme di vita animali non poter concepire la comparsa della mente umana sulla terra.
Lo sciamano, essendo unito allo spirito della Natura, non può non sentire la volontà, la spinta evolutiva di Madre Gaia in ogni cellula del proprio corpo e, per amore della Natura, non può che accettare di farsi strumento di tale volontà evolutiva.
Lo sciamano oggi è colui che, vivendo in una comunione consapevole di mente, di cuore e di corpo con la Natura, accetta di servirne lo scopo evolutivo. Perciò egli sa e sente che la Natura è con lui, con tutta la sua forza. Ecco da dove egli trae il proprio potere.
Guarigione ed evoluzione sono per lo sciamano sinonimi. La malattia è sempre la conseguenza di una stagnazione dell’energia vitale: un rifiutarsi di evolvere in armonia con il movi¬mento universale, un voler restare fermi, magari aggrappati a ciò che si ha piuttosto che concentrarsi su ciò che si è e sulla crescita del proprio essere. La malattia è un’espressione della paura di lasciarsi andare al flusso imprevedibile del divenire, un prodotto della paura del cambiamento e dell’ignoto.
Ciò che non diviene ristagna, irrigidisce, e tutto ciò che irrigidisce muore.
L’amore per la Natura e la fiducia nell’esistenza ti permettono di sentirti parte di uno scopo e di un movimento universale che non ha mai fine, ti rendono partecipe di una certa immor-talità, permettendoti di superare la paura esistenziale che blocca le tue energie vitali, i tuoi poteri.
2) Il potere di «riunirsi a se stessi», di guarire i disturbi psichici e psicosomatici, di attuare le potenzialità latenti e risvegliare le energie assopite, ovvero il potere di evoluzione psichica.
La paura e l’insicurezza, che derivano dalla carenza d’amore e di fiducia, sono ciò che ci impedisce di accedere piena¬mente alle nostre energie e alle nostre potenzialità. La paura irrigidisce la struttura dell’io, la chiude in se stessa, in un moto di difesa che produce l’effetto opposto a ciò che vorrebbe ottenere. Una struttura dell’io troppo rigida è all’origine delle grandi e piccole nevrosi, nonché dei più gravi disturbi psìchici dì cui soffre questa umanità.
Amare, amarsi, significa accettarsi, riunirsi a tutte le partì di sé, a quelle energie che la nostra mente ha scelto dì rimuovere, a quelle potenzialità che la nostra mente ha scelto di ignorare.
La mente è uno strumento che serve a interpretare il reale, la principale funzione della ragione è la capacità di giudicare, ovvero dì dare un’interpretazione personale ai fenomeni.
La prima cosa che l’individuo giudica mediante la propria mente è se stesso. In questo modo, giudicandosi, ogni Individuo crea un’interpretazione di sé che chiama la propria persona (la parola «persona» deriva dall’etrusco persu che significa «maschera»).
Al di sopra della «maschera», ovvero della propria persona, l’individuo colloca tutto ciò che la propria mente giudica buono, giusto, desiderabile, celestiale, paradisiaco: in alto vi è la dimensione dello spirito, il Sovracosciente, il Cielo.
Al di sotto della «maschera» l’individuo colloca tutto ciò che la propria mente giudica sbagliato, cattivo, indesiderabile, materiale, infernale: in basso vi è la dimensione materiale il Subcosciente, l’Inferno.
Ma l’Ermetismo insegna che «come è In alto, così è in basso». Tutte le forze e i poteri che la mente giudica da respìngere e rimuove dalla persona imprigionandoli nella dimensione del Subcosciente non sono di per sé oscuri o negativi: semplicemente sono forze che vengono costrette ad esistere nell’oscurità poiché la mente, non potendo comprenderle, le teme. Così, tutti i poteri che la mente colloca al di sopra della persona perché li giudica troppo elevati per l’immagine che essa si è fatta dell’uomo, sono altrettante possibilità di cui essa priva l’uomo.
Amarsi significa accettare ciò che di noi il nostro giudizio mentale ha condannato all’oscurità e concedersi di aprirsi ai poteri che la mente ha posto al di sopra di noi. Amarsi significa darsi la possibilità di divenire integrali.
Accettare non significa assecondare, ma trasformare. Ac¬cettare le tue forze subcoscienti non significa agire sotto la spin¬ta di queste, ma permettere a queste forze di uscire da quella dimensione di oscurità, di condanna, di peccato nella quale le imprigiona il giudizio mentale.
Infatti, non appena liberi dall’oscurità qualcosa che la tua mente aveva da sempre giudicato negativo, semplicemente cessando di condannarlo, vedi che ciò che hai liberato si tra¬sforma passando dall’oscurità alla luce, dalla negatività alla positività, dalla paura alla forza.
Invece è proprio quando comprimi ostinatamente un aspetto di te, una tua energia, poiché essa non è conforme alla morale sociale e alla tua etica personale, che questa energia inizia ad agitarsi e ad agitarti fino al punto da costringerti a un comportamento nevrotico o psicotico, compulsivo e distruttivo.
Nel linguaggio sciamanico possiamo definire «possessione» il momento in cui l’energia sepolta nell’oscurità del Subcosciente si libera per raggiungere la luce ed essere da questa trasformata in forza alleata e positiva.
Allora lasciati possedere da ciò che la tua mente teme, giacché non riesce a comprendere: questo è il comando dello sciamano che nel risanamento delle fratture dell’uomo coglie il pro-cesso della sua guarigione e della sua evoluzione. Abbi fiducia nell’esistenza, abbi fede nella vita e nella tua natura, nella tua origine e nel tuo destino; lasciati andare, abbandonati al fluire della forza, senza giudicarla, senza bloccarla. Non opporre alcuna resistenza, poiché il malessere fisico e psichico è solo la conseguenza del tuo resistere. Lascia andare… ecco il principio in base a cui lo sciamano opera.
Rivoluzionaria appare, dunque, l’opera dello sciamano agli occhi della mentalità conservatrice, poiché per lasciar fluire la forza bisogna anche passare attraverso la dissacrazione dei simboli che esercitano un’opera di censura inconscia, che bloccano con la loro apparenza di castità, perfezione, moralità la resurrezione della Natura, la quale non è casta, non è perfetta, non è morale: giacché è integrale, essa è ogni cosa, buona e cattiva.
L’accettazione incondizionata di ciò che è il tuo corpo, che nasce dall’amore per la Natura e per la vita e soprattutto dall’amore nei confronti di Colui che è ogni cosa che esiste, in altre parole la tua spiritualità, può portarti a una condizione di così stretta vicinanza con il tuo corpo da permetterti di dialogare emozionalmente con esso, comprendendolo, curandolo, gua-rendolo, permettendogli di evolversi. Si tratta di un modo di procedere che è agli antipodi delle abitudini dell’uomo moderno, il quale delega ogni conoscenza e ogni decisione in merito al proprio corpo a chi è estraneo a esso, ovvero al personale medico.
Per mezzo dell’amore, tramite la propria spiritualità, lo sciamano crea una vicinanza tale tra la propria coscienza mentale e la propria coscienza fisica da poter conoscere i segreti più segreti del corpo e della vita. La conoscenza di questi segreti lo sciamano non la può spiegare a parole, giacché essa non è logica, ma la può impiegare nelle pratiche di guarigione che egli opera, rendendole così, agli occhi dell’osservatore inconsapevole, delle magie.
Tratto da “Yogin e Sciamano” di Selene Calloni Williams
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