Lo Yoga della Potenza

Lo Yoga Sciamanico é per eccellenza lo Yoga della Potenza; di vocazione tantrica, di natura antica, di voce poetica. Parla attraverso pratiche meravigliose che riguardano il risveglio dell’energia dormiente in ogni uomo: la kundalini. Parla mediante la psicopompia, la capacità di vedere simultaneamente nella morte e nella vita.

METTI A FUOCO LA TUA POTENZA

Con i libri Yogin e Sciamano, pubblicato in primis nel 1997 dalla casa editrice Promolibri di Torino e successivamente edito in nuova versione riveduta e corretta nel 2010 da Atti Poetici, e con il libro Iniziazione allo Yoga Sciamanico, pubblicato nel 1999 dalla casa editrice Mediterranee di Roma, Selene Calloni Williams codifica per la prima volta le pratiche di uno Yoga molto antico sino a quel momento trasmesse per lignaggio iniziatico.

Lo Yoga Sciamanico parla con linguaggio alchemico: è fratello gemello dell’alchimia e volge dritto allo scopo che il maestro Sri Aurobindo ha ben definito in un suo celebre aforisma: “Che tutto in te sia gioia, questa è la tua meta”.

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Metti a fuoco la tua potenza

LE PROSSIME SESSIONI DI ALTA FORMAZIONE E PROFONDA ESPERIENZA

  • 4- 7 Giugno a Milano, presso STARHOTELS BUSINESS PALACE Via Gaggia 3
  • 8-11 luglio a Lenno (CO), presso Abbazia dell’Acquafredda, Via Acquafredda 16
  • 17-20 settembre  a Milano, presso STARHOTELS BUSINESS PALACE Via Gaggia 3

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Un’antica leggenda

La Divinità nell’uomo

C’era un tempo in cui gli uomini erano simili agli Dei, ma abusarono talmente del proprio potere che Brahma, il Dio Supremo, decise di privarli della potenza divina nascondendola in un luogo a loro inaccessibile.

Pensò  di consultare gli altri Dei per risolvere il problema. Alcuni degli Dei riuniti a consiglio dissero:

”Nasconderemo la divinità dell’uomo nelle profondità della terra”. Brahma rispose:

“Non è sufficiente, l’uomo scaverà e la troverà”.

Gli Dei dissero allora: ”Nasconderemo la divinità dell’uomo negli abissi oceanici”.

Brahma rispose ancora: “Non basta. L’uomo esplorerà le profondità dei mari e riuscirà a riportarla in superficie”.

Allora gli dei: “La nasconderemo sulla montagna più alta, quasi al limite del cielo, dove l’uomo non potrà arrivare”

Brahma rispose ancora: “Non basta. L’uomo  scalerà le montagne più alte e se ne impadronirà”. Allora gli dei conclusero:

“Non sappiamo dove nascondere la divinità dell’uomo, non c’è posto sulla terra, nel mare o nel cielo che egli non possa raggiungere”.

Finalmente Brahma sentì di aver trovato la soluzione al problema e disse:

“La nasconderemo profondamente dentro l’uomo stesso,  abiterà proprio  nel suo cuore: è l’unico posto in cui l’uomo non guarderà.

Antica leggenda Indù

 

L’OMBRA DELL’UOMO NUOVO

“Solo quando il grande Tao declina umanità e moralità appaiono”
Tao Te Ching

“Non lasciare che la prudenza del mondo mormori al tuo orecchio, poiché è giunta l’ora dell’inatteso, dell’incalcolabile, dell’incommensurabile.”
Sri Aurobindo, The Hour of God

Una nuova coscienza si sta manifestando su questo pianeta?
Indubbiamente la vita è una continua spinta evolutiva: la natura è un immenso sistema non statico, ma che nel corso dei millenni diviene.
Nell’uomo la capacità spirituale si manifesta come un’accelerazione del processo evolutivo della natura e tale l’ha definita Sri Aurobindo, uno dei massimi saggi dell’India moderna, che ha parlato della capacità di spiritualità dell’uomo come di un’accelerazione dell’evoluzione naturale della quale l’individuo necessita per realizzarsi
Oggi, a lato della recrudescenza delle guerre e della violenza generale, pare che si respiri nel mondo un aumentato bisogno di spiritualità.
Se davvero vi è un processo di spiritualizzazione dell’umanità in atto, allora questo è un processo di accelerazione evolutiva che potrebbe portare all’avvento di un uomo nuovo.
Un reale cambiamento dello stato della coscienza non può che essere una trasformazione delle condizioni fisiche di vita sul pianeta, in effetti non esiste che una sola coscienza: un’unica vibrazione, o energia, esprime l’esistenza, e tale forza è ora corpo, ora, mente e ora spirito.

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Il Mandala

Guarda il video tratto dalla trasmissione REPORT di TSI, televisione della Svizzera Italiana

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Yantra, mantra e mandala nella trasmissione report di TSI

Guarda il video con Selene Calloni Williams e Rupert Sheldrake

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Iniziazione allo Yoga Sciamanico

SELENE CALLONI
Iniziazione allo Yoga sciamanico – viaggio ai confini tra lo spazio e il nulla

Leggi l’anteprima su Google Libri

Lo Yoga sciamanico nasce dall’incontro tra lo Yoga e le tradizioni sciamaniche.
L’autrice ci introduce in questa disciplina attraverso il racconto della propria iniziazione analizzando i principi dello Yoga e dello sciamanesimo.
Il fascino dell’esperienza vissuta si unisce così all’esposizione pratica: lo Yoga sciamanico ci consente di viaggiare nei nostri centri energetici (chakra) e di cogliere la natura dell’estasi sciamanica, o volo sciamanico, rivelandone le tecniche.
Il volo sciamanico è uno stato di coscienza ampliata nel quale possiamo riunirci alle fonti del sapere spontaneo e sperimentare le diverse pratiche iniziatiche che ci inducono un nuovo e più felice rapporto con la materia e la vita.

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Yoga Sciamanico nella trasmissione Report di TSI

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Yoga Sciamanico – intervista a Selene Calloni Williams

Ascolta l’intervista di Alessia Caracciolo a Selene Calloni Williams sullo yoga sciamanico. Trasmessa su RSI rete 3 della Svizzera Italiana:

 

Auraweb 07/01/2005 Lo Yoga sciamanico

Lo Yoga sciamanico. Intervista a Selene Calloni

Come è avvenuto il Suo incontro con lo Yoga?

“Avevo diciannove anni, avevo appena terminato il liceo. Mi trovavo nello Sri Lanka dove mi ero recata a seguito di una proposta di lavoro. Mi era stato affidato un incarico da una compagnia italiana che stava costruendo un villaggio turistico a sud dell’isola.

“La compagnia aveva bloccato i lavori, sia per la situazione politica dell’isola, assai travagliata dai conflitti interni, sia per la mancanza di liquidità . Tuttavia, i soci titolari del progetto, temevano che, lasciando il cantiere abbandonato, il governo dello Sri Lanka decidesse di nazionalizzare l’area, così decisero di mantenere sul posto una “presenza straniera”.

“Io incarnai quella “presenza straniera” per oltre sei anni, durante i quali ricevetti un modesto stipendio ed ebbi tempo a disposizione per apprendere la disciplina yoga.

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